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21/06/2010 |
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WFO |
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Giovanardi: “Con la crisi, concentrare risorse sulla famiglia”
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A Roma il seminario organizzato dal Dipartimento per le politiche della famiglia e dall’Organizzazione mondiale della famiglia (Wfo). Marino: “Recuperare il senso delle politiche familiari”. Barbaro: “La fiscalità è il crocevia di ogni politica”
ROMA – Soprattutto in tempi di ristrettezze economiche è necessario concentrare le risorse verso la famiglia, che svolge una rilevante funzione di coesione sociale in un’ottica di potenziale stabilità e di rilevanza pubblica: un primo passo in tal senso è quello di riconoscere la specificità della famiglia tenendo conto del carico familiare nell’accesso ai servizi. Il sottosegretario Carlo Giovanardi, intervenendo al seminario promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia e dall’Organizzazione mondiale della famiglia, individua nella “famiglia come descritta dalla nostra Costituzione laica e repubblicana” il soggetto al quale concedere maggiore attenzione nelle politiche nazionali: da valorizzare è il “valore aggiunto” che la famiglia porta e che va riconosciuto facendo in modo che ogni caratteristica familiare sia riparametrata secondo il numero dei componenti del nucleo familiare. Giovanardi parla della necessità di “definire linee strategiche verso un welfare efficace sul territorio” in termini di servizi, come pure della opportunità di “affrontare il problema fiscale” sotto l’ottica del riconoscimento di soluzioni come il quoziente familiare. In terzo luogo, il sottosegretario delegato alle politiche della famiglia ricorda il dovere di collaborazione con gli enti locali per evitare duplicazioni e sprechi. Sulla tempistica degli interventi, soprattutto di quelli che hanno un costo economico, “molto dipenderà dal superamento della crisi economica”, dice.
Il seminario odierno è l’occasione per riflettere sull’importanza della famiglia e di politiche ad esse esplicitamente rivolte: un’attenzione che – sottolinea il capo dipartimento Roberto Marino – porterà alla redazione di un Piano di intervento che sarà discusso nel corso della Conferenza nazionale sulla famiglia prevista per il mese di novembre a Milano. Si parla di conciliazione dei tempi di lavoro con quelli familiari (progetti sperimentali per spingere le aziende alla flessibilità degli orari e alla riorganizzazione interna sono stati curati proprio dal Dipartimento) e si ricorda il Piano straordinario di gestione dei servizi per la prima infanzia, per un totale di 40 mila nuovi posti a disposizione negli asili nido. Ma per recuperare il senso delle politiche familiari, precisa Marino, bisogna riconoscere la centralità della famiglia su uan pluralità di dimensioni: centro di affetti, ma anche soggetto educatore, nodo centrale di un’ampia rete di relazioni sociali ma anche realtà economica, essa “resta cruciale al di là di ogni frammentazione”. Considerazioni sottoscritte anche da Giuseppe Barbaro, vicepresidente del Forum delle associazioni familiari, il quale, invocando il “tema della fiscalità” come “crocevia delle politiche familiari” chiede a gran voce l’introduzione, “in modo graduale, passo dopo passo, ma reale” del principio del quoziente familiare, in modo che sia visibile una evidente “inversione di tendenza” rispetto alla situazione attuale: “Vogliamo pagare le tasse – dice – sul reddito disponibile e il reddito disponibile è quello che rimane dopo aver mantenuto ed istruito i figli. Non si tratta di interessi particolari, ma di una questione di diritti universali”. |
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